Il blog della comunicazione politica

"COMUNICAZIONE POLITICA" è un blog "indipendente"in cui si discute delle tecniche di comunicazione politica ed istituzionale, cioè di "come" si comunica in politica. Saranno SEMPRE graditi ed apprezzati contributi e critiche (costruttive!!!). Benvenuti!

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sabato, 29 gennaio 2005

Una breve puntualizzazione in tema di manifesti (chiamiamola chiaccherata 2 e mezzo)...

10 interventi e quasi tutti dinamici ed interessanti:) grazie:) sono veramente contento oggi.

E quindi mi concedo un doppio emoticon.

Terminata la fase dei convenevoli, passiamo ad altro: ho apprezzato molto le riflessioni di Vincenzo, Teppa, Alessandraa  Misia e Mypam, e ringrazio tutti gli altri autori dei post.

Torniamo al tema del MANIFESTI ELETTORALI: raggruppo gli interventi di Vincenzo e di Mypam, che hanno una traccia comune per qualche breve considerazione.

Bene, chi vi scrive non ama i manifesti elettorali e non crede assolutamente che siano l'elemento decisivo di una campagna elettorale.

Ed in particolare (torno volutamente a parlare in prima persona) ho delle perplessità sui cosiddetti manifesti 3 x 6, specialmente se usati da candidati a livello locale.

Perplessità, credo, giustificate: come ho già detto, non è mai opportuno che un candidato territoriale manifesti sfacciatamente le sue possibilità economiche.

In questo senso ritengo i manifesti 3 x 6 una inutile (e dispendiosa) ostentazione, l'elettore medio si domanderà, nella migliore delle ipotesi: "se Tizio spende tanti soldi che intenzioni avrà per dopo?". Mai indispettire gli elettori. L'urna può riservare brutte sorprese... A buon intenditore poche parole.

La pubblicità 3 x 6 è meglio lasciarla ai leader nazionali, al partito/movimento di appartenenza, ed optare a metodi tradizionali a livello locale. Seguendo questo percorso il candidato locale diventa una logica e conseguenziale promanazione (diciamo, per usare un termine in voga, una "glocalizzazione") di un progetto nazionale più ampio.

A livello territoriale, specialmente in elezioni non facili, come quelle comunali, provinciali, regionali (ma anche uninominali per camera e senato), è sempre meglio utilizzare un' immagine più sobria, più soft: meglio i manifesti tradizionali, di grandezza standard.

Lo ripeterò fino alla noia: "sbandierare" ai potenziali elettori la propria forza economica, o la disponibilità a spendere, può indispettire gli "indecisi" (categoria estremamente importante in una campagna elettorale) e recare più danni che benefici, e potrei citare casi di flop clamorosi di candidati spendaccioni.

Un suggerimento: in un discorso di distribuzione capillare possono andar bene anche dei volantini (grandezza leggermente superiore alla media con l'immagine del candidato e, sulla parte posteriore, il curriculum, i contatti  e dei cenni al programma elettorale). Con questo genere di volantinaggio l'impatto con gli elettori è molto più soft e la "umanizzazione" del candidato può riscuotere anche maggiori simpatie tra i potenziali votanti.

In ogni caso un punto fermo resta che la campagna elettorale non si può e non si deve inventare.

Va pianificata.

Dettagliatamente.

E deve iniziare da un elemento imprescindibile: la conoscenza del territorio.

Ma di questo ne parliamo lunedì. Buon fine settimana a tutti.

Stefano Massa

postato da: stefanomassa alle ore 14:12 | link | commenti (31)
categorie: politica, societa, comunicazione, elezioni, candidati
giovedì, 27 gennaio 2005

 Chiaccherata n.2 : l'impostazione di una campagna elettorale

Il blog inizia a movimentarsi ed a ricevere commenti ed interventi. E' un buon segno. Forse il progetto - e la sua formula- incuriosisce, magari lavorandoci un pò inizierà anche a piacere.

L'intervento di Matteo di Piacenza è un utile spunto per iniziare a trattare uno degli argomenti più delicati di una campagna elettorale, ovverosia "Come si imposta una campagna elettorale"

La campagna elettorale, ne ho parlato alcuni giorni or sono, NON SI INVENTA.

SI PIANIFICA.

PER TEMPO.

Altrimenti il rischio reale è di fare la figura del candidato-last minute di turno (traduzione: il riempilista usa-e-getta).

In questo senso diventa estremamente importante STRUTTURARE in anticipo tutte le varie componenti basilari della campagna elettorale, tra cui i metodi di promozione del candidato.

E qui entriamo nel tema fatidico dei "manifesti": negli ultimi dieci anni di vita politica italiana  l'uso di manifesti con foto+slogan si è diffuso capillarmente, risultati non sempre incoraggianti.

Alcune formazioni politiche addirittura suggeriscono (eufemismo per "impongono")  dei format di manifesti.

Ma il manifesto con foto, serve  davvero?

In questa sede, sulla base di svariate campagne elettorali vissute in prima linea, mi son convinto (e non sono il solo) che UN MANIFESTO ELETTORALE IMPOSTATO MALE PRODUCE PIU' DANNI CHE BENEFICI AL CANDIDATO.

Una  fotografia raffazzonata all'ultimo momento, una grafica improvvisata, un'espressione  non idonea (del tipo "spot pubblicitario") possono nuocere - e non poco- al candidato.

Sia ben chiaro, una campagna elettorale si basa principalmente sui contenuti: il manifesto elettorale rappresenta uno strumento di contorno, da utilizzare con parsimonia e sobrietà.

Sobrietà significa che è meglio un semplice manifesto con nome, cognome e lista del candidato piuttosto che una immagine fotografica sgradevole o poco efficace (in questo senso alcuni giorni fa un mio valido collega sosteneva che le foto di persone sovrappeso non sarebbero vincenti: il tema mi ha incuriosito e vi terrò aggiornati sulle sue evoluzioni..).

Parsimonia invece significa che anche l'uso dei manifesti elettorali deve essere gestito con intelligenza: meglio pochi manifesti affissi periodicamente nei luoghi di massima visibilità piuttosto che un uso massiccio e continuo.

E qui scatta un'altra riflessione, che svilupperemo nei prossimi appuntamenti: un candidato non deve mai dare l'impressione di disporre di ampi e dispendiosi mezzi elettorali: le kermesse faraoniche, specialmente in una fase economicamente non florida per tanti elettori, possono infastidire e far perdere consensi più che conquistarne di nuovi.

La sintesi del discorso: il manifesto elettorale con foto  va bene, ma deve essere preparato con cura e professionalmente, altrimenti meglio non usare le foto e limitarsi a mettere solo nome e cognome.

E poi va ricordato che , in ogni caso, il manifesto elettorale NON FA VINCERE UNA CAMPAGNA ELETTORALE, E' SOLO UN CONTORNO: QUELLO CHE CONTANO SONO I CONTENUTI.

Ma di questo, parleremo la prossima volta, e mi riallaccerò alle interessanti considerazioni di Andrea.

Grazie della vostra attenzione ed a presto.

Stefano

postato da: stefanomassa alle ore 14:08 | link | commenti (14)
categorie: politica, societa, comunicazione, elezioni, candidati, votazioni
domenica, 23 gennaio 2005

 Chiaccherata N.1

LE CANDIDATURE LAST MINUTE: UNA BRUTTA SORPRESA DA EVITARE

Prima di iniziare a discutere delle tecniche di comunicazione politica si vuole introdurre un argomento molto in voga in questi giorni: le candidature.

Per usare una terminologia semplice,sincera e corretta, in politica non si pratica e non si è mai praticata l'arte della beneficienza. Chiaro?

E quindi non si fanno regali. Una lista elettorale è composta da tre tipologie di canidati: A) quelli che hanno chance di vincere B)quelli che hanno qualche possibilità di vincere C) quelli che son messi giusto per far numero e/0 per portare voti alla lista (giusto per evitare la metafora dei "destinati a fracassarsi").

Dei candidati potenzialmente vincenti, o con qualche chance di vincere, iniziano a pianificare la loro campagna elettorale (e questo tema lo tratteremo molto presto specificamente) per tempo, mesi prima della scadenza della votazioni.

Se a pochi giorni dalla presentazione della lista arriva qualcuno magari con il sorriso delle grandi occasioni, a proporvi una candidatura nella lista, garantendovi appoggio e consensi, il significato è semplice: cerca il pollo da spennare. Rifletteteci prima di accetatre, anche perchè le campagne elettoali in genere richiesdono dosi massicce di tempo, energie e, soprattutto, costano soldi.

A pochi giorni dalle elezioni non c'è tempo per le new entry: i giochi sono fatti ed il partito-movimento di turno ha già individuato le persone su cui puntare.

La candidatura-last minute serve solo a riempire la lista, ma nessuno punterà nè aiuterà concretamente il candidato dell'ultimora.

Nella stragrande maggioranza il malcapitato di turno dei casi è solo una persona destinata a fare - NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI- buona figura, a portare consensi aggiuntivi alla lista, ma niente più di tanto...è la vittima predestinata al candidato che "deve2 essere eletto..

Certo, la storia insegna che nessuna battaglia è persa in partenza e talvolta gli outsider dell'ultima ora hanno riportato risultati clamorosi, ma sono eccezioni. e come tali rare, molto rare.

Sapete perchè? Perchè una campagna elettorale non si inventa. Si pianifica. Per tempo.

Ma di questo chiachereremo nei prossimi giorni.

Grazie dell'attenzione.

Stefano Massa  

postato da: stefanomassa alle ore 18:41 | link | commenti (6)
categorie: politica, societa, elezioni, votazioni, campagnaelettorale
sabato, 22 gennaio 2005

Tra poco meno di due mesi e mezzo gli elettori saranno chiamati alle urne per il rinnovo dei Consigli regionali e di numerosi Consigli Comunali. 

Sarà una sfida interessante, anzi una somma di tante sfide  tra aspiranti Governatori, tra aspiranti Sindaci, ed aspiranti consiglieri  regionali e comunali).

Insomma ce ne sarà per tutti i gusti, gli esiti sono tutt'altro che scontati  ed i personalismi (ed i localismi) della politica giocheranno un ruolo importante.

In questo scenario nasce il blog "comunicazione politica", uno spazio libero di discussione senza inutili chiassate, dove si potranno analizzare le tecniche di comunicazione politica, discutere di "come" si fa una campagna elettorale, e dei tanti piccoli e grandi segreti del far politica.

 Ci sarà da divertirsi e- ci si augura- da imparare ed insegnare qualcosa: comunque, e questa è una promessa, su questo blog non ci si annoierà.

E, giusto per iniziare da un tema sempre attuale, nei prossimi giorni (come già annunziato sul blog //stefanomassa.splinder.com), si parlerà delle candidature "last minute", che in genere riservano brutte, se non bruttissime sorprese ai malcapitati di turno, per iniziare a discutere  successivamente sul "come" si pianifica una campagna elettorale.

Ciao a tutti.

S.Massa